Padova, 22 novembre 2025
Nel mondo del turismo, la parola “risorse” rischia di diventare una semplificazione che tradisce la natura autentica di chi lavora ogni giorno nell’ospitalità. All’ITHIC 2025, il Presidente di TH Group, Graziano Debellini, ha scelto di ribadire un concetto che nella sua apparente semplicità ha il peso di una dichiarazione culturale:
«Vorrei smettere di chiamarle risorse umane. Diciamo le persone. Perché sono loro che hanno trasformato un gruppo di ragazzi avventurosi nell’azienda leader del leisure in Italia.»
Nel suo intervento, il presidente TH Group Graziano Debellini ha richiamato l’attenzione su un aspetto spesso trascurato del settore: il turismo non si costruisce solo attraverso investimenti, strategie e piani industriali, ma soprattutto attraverso relazioni umane. È fatto di sguardi, di gesti quotidiani, di ascolto. L’ospitalità — ha sottolineato — non è una procedura né un protocollo, ma un’attitudine che si acquisisce sul campo, lavorando accanto a chi accoglie e serve. Un mestiere che nasce dal cuore prima ancora che dalle competenze.

E qui si apre una contraddizione tutta italiana. Pur essendo una delle industrie più solide e rilevanti del Paese, capace di generare valore economico e opportunità professionali, il turismo continua a essere percepito come un comparto di serie B. Un settore spesso raccontato con leggerezza, e raramente riconosciuto per la sua reale importanza.
Debellini lo ha detto senza giri di parole:
«Parliamoci chiaro: trattiamo il turismo come un settore minore, quando muove centinaia di miliardi. Ma guai a riconoscerlo: sembra quasi si preferisca snobbare l’unica industria che abbiamo davvero.»
Al centro del suo appello c’è un cambio di sguardo: restituire dignità al lavoro nel turismo significa riconoscere il valore delle persone che lo rendono possibile. Significa valorizzare chi, ogni giorno, contribuisce a costruire esperienze di viaggio e accoglienza che distinguono l’Italia nel mondo.
In ultima analisi, rimettere le persone al centro significa immaginare un futuro in cui l’ospitalità non sia più percepita come una vocazione marginale, ma come un patrimonio nazionale di cui andare fieri.
Per chi desidera approfondire, è possibile ascoltare l’intervista completa a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=SkwAdj6BCLY